Attualità e Testimonianza con d.Giampietro 30/06/21








 

Dal Corriere della Sera del 29 giugno 2021

Quegli adolescenti INVISIBILI prigionieri dell'isolamento

di Massimo Ammaniti

Degli adolescenti si parla solo se si comportano in modo spericolato e violento oppure se manifestano alterazioni psichiche, per il resto sono socialmente invisibili. Proprio in questi giorni El Pais ha pubblicato un articolo allarmante sulle patologie psichiche degli adolescenti spagnoli che sono emerse in questo periodo, nonostante le attuali riaperture e le maggiori libertà di movimento che dovrebbero intuitivamente migliorare il loro equilibrio mentale e la loro vita. È il Direttore dell’Ospedale Pediatrico Sant Joan de Deu di Barcellona, il più grande di tutta la Spagna, a parlare dei frequenti tentativi di suicidio degli adolescenti che arrivano al loro Pronto Soccorso, più di venti casi settimanali ben più dei quattro casi del passato. E non si tratta solo dei tentativi di suicidio sono molto diffusi anche gravi disturbi alimentari comparsi soprattutto nel periodo del lock-down. E riguardano specificamente ragazze di 13-14 anni, periodo estremamente critico per le trasformazioni del corpo e del cervello. Il Direttore dell’Ospedale amaramente commenta che la società è poco attenta alle esigenze dei giovani, bisognerebbe non solo rispondere a queste emergenze ma soprattutto cercare di prevenirle.

Anche in Italia le condizioni degli adolescenti sono state molto difficili durante la pandemia, costretti all’isolamento in casa, inchiodati ore ed ore davanti allo schermo del computer per la didattica a distanza. Questa drastica rinuncia alla vita sociale ha spinto gli adolescenti a rinchiudersi nella loro stanza quasi appropriandosi dell’isolamento per non doverlo subire, connessi al mondo dei coetanei solo attraverso i social network, le chat e i videogiochi. Tutto questo ha stravolto i ritmi e le abitudini della loro vita quotidiana che si muoveva fino ad allora entro rotaie di prevedibilità, necessarie per il riconoscimento della propria identità personale. Anche le interazioni e gli scambi coi coetanei davano un’ulteriore stabilità attraverso condivisioni e coinvolgimenti affettivi.

Con la pandemia si è insinuato nella mente dei giovani un senso di solitudine e di vuoto che ha cominciato a minare la fiducia di sé, anche perché il mondo che si era sempre conosciuto veniva scomparendo, non più la scuola e gli incontri con gli amici e i coetanei, le uscite in gruppo, le schermaglie sentimentali, le corse in motorino, lo sport, le discoteche con la musica a palla. È scesa una nebbia che ha reso tutto sfumato e insignificante. Non va dimenticato che il cervello degli adolescenti ha bisogno di questi stimoli e queste esperienze sociali per maturare come ha messo in luce la ricerca neurobiologica internazionale.

E quali sono state le conseguenze di queste restrizioni negli adolescenti italiani? Molti adolescenti hanno cominciato a manifestare stati di ansia e di stress con somatizzazioni fastidiose, difficoltà di concentrazione e di attenzione che ha reso l’apprendimento scolastico più problematico. E poi disturbi del sonno dal momento che la notte era l’unico momento nel quale si potevano connettere coi coetanei, mandarsi delle chat e delle foto, fare dei videogiochi in gruppo. Ed internet è divenuto sempre più pervasivo, non solo le ore della didattica a distanza ma i continui messaggi con i coetanei per non sentirsi soli. Molte ricerche hanno messo in luce che si è creata nei ragazzi una difficoltà a regolare e a vivere le proprie emozioni, momenti di appiattimento emotivo a cui fanno seguito reazioni impulsive. Ma quello che è più allarmante è quello che si è verificato negli ultimi mesi un aumento anche in Italia di tentativi di suicidio al pari della Spagna come è stato segnalato dagli ospedali pediatrici italiani. Addirittura ragazze e ragazzi alle soglie dell’adolescenza ricorrono al suicidio come unica via di uscita da una situazione insopportabile, come è successo ad Orlando il ragazzo di Torino insultato e deriso perché gay. Quando i tentativi disperati di controllare la propria psiche e il proprio corpo falliscono, come succede anche nei disturbi alimentari, non rimane che tentare il suicidio.

Dovremmo chiederci che possiamo fare per i ragazzi e le ragazze che stanno uscendo dalle restrizioni e che esprimono il loro malessere che si è accumulato in questi sedici mesi e rischia ora di esplodere. È importante che le famiglie e la scuola ne siano consapevoli e che soprattutto il Governo appronti un progetto per le nuove generazioni che non significa il voto ai sedicenni, ma un impegno ad investire sul loro futuro formativo e lavorativo evitando che stazionino anni ed anni senza nessuna prospettiva.


                                           scrivi a dongiampietro@gmail.com